Una mappa dei fenomeni metereologici estremi in Europa
Tanto negli USA quanto in Europa fenomeni meteorologici estremi stanno avendo forti impatti sul mondo finanziario. Nel grafico qui sopra, sono rappresentati gli incendi che si sono sviluppati nel 2025 nell'Europa mediterranea su un'area di almeno 100 ettari (dato al 24 agosto).

Gli scienziati ci hanno informato che i picchi di calore e gli eventi meteorologici estremi sono triplicati in durata e intensità dagli inizi degli anni ‘50 del secolo scorso e decine di milioni di persone hanno incominciato a subire gli effetti negativi degli sbalzi di temperatura in buona parte degli USA e dell’Europa [1]. Ma, nonostante gli allarmi sulle conseguenze delle ormai possibili crisi climatiche, i dati sul surriscaldamento del pianeta, sullo scioglimento dei ghiacci e sull’innalzamento dei livelli dei mari, sembra che ci sia una sorta di rassegnazione rispetto all’aumento di questi fenomeni.

Eppure, come hanno incominciato a rilevare importanti società assicuratrici, come Allianz, il problema delle crisi climatiche rappresenta ormai anche un rischio enorme per la tenuta del sistema finanziario mondiale. Come è già stato osservato da diversi commentatori, i cambiamenti climatici stanno infatti svalutando il patrimonio immobiliare di vaste aree costiere negli USA, aumentando i costi delle polizze assicurative per danni ambientali. Per questo, il valore di diverse proprietà immobiliari è cominciato a diminuire drasticamente, soprattutto in relazione a possibili danni derivanti da incendi, tempeste, uragani, con inevitabili riflessi sui patrimoni familiari e sui costi assicurativi. Per accedere ad un prestito negli USA è necessario assicurarsi, ma nella misura in cui il valore di una proprietà si svaluta, diminuisce anche l’interesse delle banche ad impegnarsi, con grosse difficoltà di trovare finanziamenti. Si presenta il problema che di fronte a questo fenomeno non ci sono al momento delle politiche adeguate ai livelli necessari, e addirittura c’è ancora chi, come alcuni esponenti della Federal Reserve, mette in dubbio che ci possano essere delle conseguenze.

Alcuni commentatori su quotidiani come il Financial Times [2] mettono ormai in relazione i rischi climatici con una probabile nuova crisi finanziaria, a partire proprio dal settore assicurativo. Ricordiamo come la crisi finanziaria del 2008 era stata innescata proprio dalle difficoltà che avevano travolto compagnie assicurative come AIG, la più grande compagnia assicuratrice mondiale, che si occupa di assicurazioni e servizi finanziari e che nel 2008 vendeva milioni di credit default swap e mutui subprime, e garantiva la sicurezza di questi titoli. Queste sicurezze furono però smentite dai fatti. Nel settembre 2008 l’AIG sull’orlo del fallimento venne salvata dall’intervento del governo statunitense con 180 miliardi di dollari, da restituire negli anni successivi ma dopo che milioni di persone avevano perso il loro posto di lavoro e che erano andati in fumo migliaia di miliardi di dollari.

“Il rischio climatico costituisce ormai un vero e proprio rischio sistemico che minaccia le fondamenta del sistema finanziario globale.”

Un rapporto della commissione bilancio del Senato USA, ha concluso che “gli USA devono prepararsi ad un nuovo shock sistemico a causa dei rischi climatici simile a quello della crisi finanziaria del 2008”, in quanto il sistema assicurativo è ormai sempre più costoso e impreparato a far fronte alle crescenti spese derivanti dalle crisi climatiche”. Al punto che il governatore della Federal Reserve Jerome Powell aveva invitato il sistema bancario USA a “ritirarsi da questa sempre più rischiosa area”, ammonendo come non affrontando questa sfida nel giro di una quindicina d’anni ci sarebbero state regioni negli USA in cui sarebbe stato impossibile chiedere ed ottenere nuovi prestiti bancari per far fronte alle spese ipotecarie per l’acquisto di beni immobili. Mentre il responsabile del gigante assicurativo tedesco Allianz, Gunther Thallinger, ha ammonito che il rischio climatico costituisce ormai “un rischio sistemico che minaccia le fondamenta del sistema finanziario globale”. Perché, laddove il sistema assicurativo non regge, inevitabilmente anche altri settori economici e finanziari sono messi in pericolo.

C’è quindi un generale consenso sul fatto che una crisi finanziaria causata da rischi climatici avrebbe conseguenze maggiori rispetto ad una crisi finanziaria. Peraltro, il fattore tempo sta diventando cruciale, quando si considera che sono ormai tre decenni che si discute come affrontare questa sfida senza aver ancora adottato politiche adeguate su scala mondiale. Il problema è che siamo ormai in una situazione di profonda incertezza tra l’approssimarsi di rischi climatici e i tempi di attuazione di una politica di transizione su scale continentali e globale. A questo proposito, bisogna constatare come la politica ambientale di Trump sia chiaramente in contrasto con ogni prospettiva di salvataggio dell’ambiente.

Nell’Unione europea, invece, nel 2023 era stato proposto dalla Presidente von der Leyen il Green Deal Industrial Plan. Ciononostante, le politiche europee in questo campo sono rimaste ostaggi dei veti incrociati dei governi nazionali, sempre più preoccupati di perdere ulteriori spazi di manovra per gestire il loro residuo potere a livello nazionale. Il piano presentato prevedeva azioni per difendere gli europei dall’Inflation Reduction Act americano, e assicurarsi una maggiore indipendenza energetica. Il piano prevedeva inoltre quattro pilastri: quello normativo, quello finanziario, quello educativo, e quello cooperativo internazionale rivolto al funzionamento delle supply chain necessarie alla transizione. Nel frattempo, le emergenze sono però aumentate e il rischio di dover affrontare conseguenze della crisi climatica sempre più gravi e ingestibili su scala nazionale rende ormai ineludibile e improcrastinabile la scelta tra unirsi davvero politicamente a livello sovranazionale o perire nazionalmente.


[1] Earth set to exhaust ‘carbon budget’ within 3 years as Paris hopes fade (Financial Times, 26-06-2025)

[2] How the next financial crisis starts, 26-06-25

 

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