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Al Consiglio Europeo del 18 e 19 giugno sono emersi chiaramente i problemi che attanagliano l’UE. I governi nazionali non vogliono però ancora definire gli strumenti istituzionali e finanziari per affrontarli. Sta a noi federalisti aiutare il paziente.
A quarant’anni dalla morte, i suoi insegnamenti rimangono attuali. Dalle necessità dettate dall’interdipendenza economica (come si è visto per Hormuz) al bisogno di costruire un’indipendenza europea (così cruciale oggi). Fino al ruolo della battaglia federalista per arrivarci.
I limiti di un memorandum dopo un mese di una guerra senza veri vincitori.
Mentre il conflitto in Ucraina rappresenta un laboratorio delle guerre del XXI secolo, l’allargamento dell’UE a est diventa cruciale per la sicurezza di tutta l’Europa.
In politica estera, l’accordo raggiunto con il regime di Teheran dopo la guerra avviata il 28 febbraio dimostra ad alleati e rivali l’inaffidabilità degli USA. In politica interna, l’amministrazione Trump si trova un Paese diviso e diversi problemi irrisolti.
La Cina dopo l’incontro con Trump, verso un nuovo multilateralismo. Ma manca il pilastro europeo.
Alle prese con la crisi immobiliare e l’esplosione del debito degli enti locali, il regime di Xi Jinping rivede le proprie scelte. Provocando così un doppio binario di rischio.
Con il Presidente UEF Domènec Devesa abbiamo parlato del quadro politico europeo e delle iniziative che l’UEF, in collaborazione anche con il MFE, sta mettendo in campo: la mobilitazione a Roma nel marzo 2027, ma non solo. Per chiudere su come la polarizzazione politica in Spagna affronta il rapporto con l’UE.
La vicenda del progetto FCAS mostra i limiti dell’attuale governance europea: può esistere una cooperazione industriale in campo militare senza una autorità politica federale che sia in grado di dare una direzione e finanziare i programmi che ritiene necessari?
Tre diversi approcci per la sicurezza europea. Con una certezza: per difendersi, bisogna spendere di più.
Schengen è uno spazio in difficoltà, sottoposto a pressioni interne ed esterne. Ciò che continua a essere presentato come eccezione appare sempre più come una modalità ordinaria di governo della mobilità.
In questa enciclica Papa Leone XIV entra nel merito di chi debba governare l’intelligenza artificiale, allargando la definizione di beni pubblici, denunciando la concentrazione di un potere enorme nelle mani di pochissimi soggetti privati e chiedendo di rafforzare il multilateralismo.
Intelligenza artificiale. L’adozione pone un problema macroeconomico che nessuno vuole affrontare. L’Europa è indietro, ma ha un vantaggio (potenziale).
Una lotta interna al Labour avvicina Andy Burnham al ruolo di Primo Ministro. Il successore di Starmer evita di parlare della Brexit, ma non può ignorare il nuovo contesto internazionale.
Dai riferimenti a Balzac negli atti della Corte di Giustizia dell’UE a richiami a Kafka nelle opinioni emesse da giudici della CEDU, il legame fra letteratura e diritto è più forte di quanto si pensi.
In questa edizione della Bussola federalista, proponiamo un saggio di Lucio Levi sullo stato della democrazia di fronte al processo della globalizzazione. Si discute il rischio di un progressivo svuotamento della democrazia, se questa resta relegata al piano nazionale rendendo ancora più urgente l’unificazione democratica dell’Europa come modello per il mondo.
Nel suo nuovo libro “L’esercito europeo (Difesa e pace nell’era Trump)” (Il Mulino, 2026), Federico Fabbrini propone di riprendere il processo di ratifica della CED. Un’idea affascinante, ma fuori dal suo tempo.
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