Quella bandiera dell'Unione europea censurata il 16 febbraio è diventa un caso alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina conclusesi domenica 22 febbraio (quando peraltro, come nell’apertura del 6 febbraio, è stata esposta proprio la bandiera blu con le dodici stelle ed è stato suonato l’Inno alla gioia). In occasione della semifinale di hockey femminile Usa-Svezia, nella nuova arena milanese di Santa Giulia, un addetto alla sicurezza, nel controllare lo zaino di un bambino studente di 12 anni, avendo visto una bandiera dell'Europa piegata ha spiegato che non poteva essere introdotta nell'impianto sportivo. Lo zelo fuori luogo del controllore ha interpretato la bandiera dell’UE come un simbolo non degno di essere al rango di una delle nazioni che aderiscono al Comitato internazionale olimpico. La Fondazione Milano Cortina 2026 imbarazzata è intervenuta sostenendo che la situazione non è stata gestita nel modo corretto, soprattutto considerando l'età dello spettatore.

Nonostante la bandiera abbia sventolato all’inizio e alla fine dei giochi, questo episodio comunque allarma e irrita perché un Organismo internazionale che bene conosce il significato istituzionale e politico dell’Unione Europea dovrebbe essere compiaciuto della partecipazione delle istituzioni europee e dei suoi simboli. Essi non vanno confusi con le bandiere dei partiti, sono invece superiori addirittura alle singole nazioni europee. L’educazione permanente ai fondamentali europei non è certo finita.

Pietro Caruso

 

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